Raffaele Sicignano

Artevangelo

è N.A.T.O. -  IXTHYC 
Collezione  M.A.C.S. Museo D'arte e Cultura Sacra, Romano di Lombardia (Bg)
Tecnica mista su tela,  cm 50x70, anno  2023 

800 ANNI da GRECCIO, 21 artisti reinterpretano il capitolo  2° del vangelo di Luca.
M.A.C.S. Museo D'arte e Cultura Sacra, Romano di Lombardia (Bg)

 

Per rappresentare la venuta di nostro Signore ho utilizzato un impianto compositivo di rimando medievale. Mi sono rifatto all’iconografia della cosiddetta "Vesica Piscis”, anche nel suo concetto della “mandorla mistica”, ricordando che il mandorlo è il primo albero a fiorire in primavera. Una figura simbolica che deriva geometricamente dall'intersezione di due cerchi aventi lo stesso raggio i cui centri nascono l'uno sulla circonferenza dell'altro. Due cerchi, due forme perfette, metafore di due dimensioni: il piano spirituale e il piano materiale dal cui punto di incrocio nasce appunto la forma della mandorla mistica.

Una figura ben conosciuta e utilizzata in altre civiltà ma che si diffuse ampiamente nel contesto cristiano, mediante l'associazione della figura del pesce a Cristo. Da qui dal greco antico IXTHYC (ichtùs), lettere che disposte verticalmente formano un acrostico: Iesùs Christòs Theòu Uiòs Sotèr = Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. : “Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.” Una visione iconografica, figlia della parola scritta, del credo, ma che deve trovare una preghiera nel reale della vita quotidiana incontrando i fatti che ci attraversano.

 

Tra le tante domande che mi sono posto mi sono chiesto:

i pastori ricevono un messaggio divino: “è nato il salvatore”, ma da cosa ci deve salvare il Cristo che nasce? Quale è l’anello di congiunzione tra il tempo della vita concessa e il nostro vissuto umano che deve portare alla salvezza dell’anima? La via potrebbe essere nel vivere la nostra vita rispettando l’undicesimo comandamento di nostro Signore: “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”: in pace, amando l’altro, un concetto che oniricamente funziona, ma purtroppo già dalla mano alzata di caino trova sempre meno ragione nella vita reale di oggi.

 

Ho rappresentato questo pensiero costruendo un racconto della natività nel tempo presente dove i cieli non hanno stelle comete a segnare la strada a cui si possano affidare pastori e magi e non c’è una: “moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Questo è un tempo presente dove ci sono eserciti umani armati per uccidere e cieli illuminati da traccianti di proiettili e bombe rilasciate da droni che seguono coordinate geografiche. Ho dipinto un cielo che è illuminato da stelle di ferro che sono schegge di bomba. Una bomba a mano esplosa denominata SRCM, ormai inerte, che è “brillata” lanciata dalle mani di un uomo di un paese che rispetta i valori N.A.T.O. 

 

Bombe che ci portano in una realtà vera, tangibile, che colpisce donne incinte, i reparti di maternità degli ospedali delle zone di guerra, come se si volesse annientare la possibilità di poter nascere.

Ho immaginato la forma primordiale della vesica pecis come se fosse una natura femminile per il cui tramite nasce una nuova vita, che ho dipinto di bianco, di luce divina, capace di sotterrare quello che rimane dell’ordigno bellico. IXTHYC scritto come una coordinata geografica per raggiungere un obiettivo: la salvezza, che è in questa nuova vita che dobbiamo far nascere.

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